Intervista ad Oddantonio Montefeltro

La splendida Urbino

La splendida Urbino

Intervista al personaggio

Guglielmo entrò a Urbino in tarda mattinata, doveva a breve essere ricevuto da sua Eccellenza Oddantonio per una importante intervista. Appena entrato notò la pulizia e l’ ordine vigente nella cittadina e un certo lusso che denotava una buona condizione economica del Regno. Parecchie gogne si trovavano però nella piazza centrale e contenevano persone in grave denutrizione. Guglielmo deglutì e procedette verso il Palazzo Reale…

Finalmente era giunta eco dell’arrivo, presso l’Antica Urbino, dell’ Illustre Guglielmo di Valenza. Egli aveva tempo addietro vergato missiva indirizzata ad Oddantonio, nella quale chiedeva possibilità di incontrarlo. Di ché incuriosito, imperroché mai prima avea avuto occasione di incontrare Guglielmo, parse non utile ma giusto accondiscendere alla richiesta del Valenza, sicché, chiuso nel proprio studiolo, stilò il seguente scritto:

“Esimio Guglielmo, con sommo gaudio ricevemmo Vostro scritto, poiché mai prima ebbimo occasione di goder de’ compagnia Vostra né di argomentar con Voi che sì de’ molti fatti che scuotono l’ Auropa come calamitosa procella, siete edotto. Indi, con la presente, vogliamo non solo acconsentire a ciò che domandavate, ma accoglierVi presso l’Antica Urbino.

Giace la Città famosa d’Urbino sopra la cima di due gran monti et de cupe valli cinta, per cui, siccome da gli hostili assalti sicura nella difesa rendesi, tanto dalla sontuosità de gli edifici, con ordine architettonico disposti, da tutti meraviglia si tiene. Et quantunque per ragione del sito ov’ella è posta invincibil si renda, tutta volta è stata munita d’un recinto di muraglie fortissime, affatto quasi terrapienate, e rese da molti baluardi sicure. Gioia d’Urbino il palazzo Reale: è di una tal magnificenza che a volerlo pienamente descriverlo ci vorrebbe un assai diligente architetto. Questa fabbrica è ammirabile. E’ parimenti nobile et maestosa, perché essa è di una struttura e di una grandezza straordinaria.
Onde non passar la meta che al scrivere Ci prefissammo, arrestiamo quì la penna.

Attendendo il Vostro arrivo, auguriamo sereno vespro,”

In Fede,

Oddantonio da Montefeltro,Rex Urvinum

Oddantonio Montefeltro

Oddantonio Montefeltro

“Bene sua Eccellenza, Mi racconti dove è nato e quali sono le sue origini, e ci racconti la storia della sua incoronazione.”

“All’Antica Urbino dobbiamo natali: nascemmo ivi il 16 agosto 1280, primogenito illegittimo del fu Sovrano, Bonconte Montefeltro. Cresciuti a corte, ricevemmo sin da tenera età istruzione da severi tutori, sicché imparammo ben presto ad interagire con disinvoltura negli altezzosi ambienti nobiliari nonché a maturare uno sconfinato amore per lo studio, in particolare, per la lettura di antichi testi manoscritti dei quali Ci piace goder compagnia durante i lunghi inverni di Urbino. Nel prosieguo della fanciullezza, complice l’innata sete di sapere, non Ci sottraemmo certo ai più umili lavori manuali, prestando però particolar attenzione all’addestramento nell’arte della guerra, questo, per onorare la più antica tradizione de’ Nostri avi, tutti valenti Capitani di ventura. Il 22 luglio 1310 ad Urbino venne barbaramente assassinato Francesco, il fratellastro succeduto al trono alla morte di Bonconte. Ricevuta l’infausta notizia mentre eravamo in quel di Pesaro per difenderne i confini sotto i vessilli del pio Anselmo Benvenuti II, onorati i doveri, Ci recammo tosto ad Urbino ove, per linea di sangue, venimmo acclamati Signori. Era il 10 settembre 1310.”

“Vostra Grazia, cosa ne pensate della situazione della penisola italica, fortemente frammentata in piccoli Regni? Riuscirà a comporsi in una alleanza?”

“Di alleanze la penisola italica ne ha viste già tante, tutte aventi l’intento di compattarla. Ma questa terra fu sempre abitata da uomini che hanno avuto le medesime passioni e sempre fu chi serve e chi comanda, chi serve mal volentieri e chi serve volentieri, chi si ribella e sale al comando o chi fallisce ed è ripreso. Nessuno ignora che, dar vita ad un’alleanza che non solo unisca ma valorizzi 11 fra i più antichi dei Regni, è assai ardua impresa. Sarete certamente edotti che, poche lune addietro, anche grazie a Nostro contributo, la maggior parte delle singole realtà ubicate sulla penisola, hanno deciso di unire i propri destini e sono ora noti al mondo come Invictus Italiae.”

“Quali sono al momento i suoi nemici ed i suoi amici?”

“Facendo parte di questa nuova realtà, è volontà di tutti far sì che i nemici dei singoli firmatari siano intesi come comuni nemici, quindi i Nostri nemici sono i nemici della Invictus Italiae. In passato alcune alleanze si sono sciolte poiché uomini malvagi, seminando zizzania in ogni dove, avendo a cuore solo la rovina di certi Regni che avvisavano come temibili nemesi, hanno lavorato costantemente a rovina di quei progetti, riuscendo con esecrabili menzogne a plagiare la mente di alcuni. Tuttavia, pare che in questa funestissima epoca, ciò debba ripetersi poiché, mentre Ci adoperavamo senza niuna riserva affinché la Invictus Italiae vedesse luce, un uomo perenne nemesi del vero, il quale ha già commesso colluvie di errori d’ogni sorta, con sfrenata audacia, con astuzia e con frodi d’ogni tipo, tentò di pervertire i cuori o le menti di alcuni di coloro che oggi, compongono questa splendida realtà. E’ noto, in una parola, come quasi non vi sia genere d’impresa o di tentativi ai quali non sia ricorso pur di distruggere dalle fondamenta, se fosse possibile, la Invictus Italiae, poiché maggior ascendenza avrebbe avuto sulle singole realtà italiche dall’alto del proprio trono e nulla avrebbe avuto da temere.

Ora, tralasciando ogni altra considerazione, forse non siamo Noi costretti a vedere in ogni dove moltiplicarsi impunemente i più scaltri nemici della verità, i quali non solo coprono l’autorità di scherno, i Regni di contumelie ed i Governi d’insulti e di calunnie, ma invadono anche città, ove celermente vi istituiscono le loro “scuole di errore” e di empietà, e vi spargono con lo scritto i veleni delle loro fallaci teorie anche con l’uso di palesi menzogne per nascondere maggiormente l’inganno?! Pertanto, palesemente, nulla lasciano d’intentato pur di attrarre “accoliti” nelle loro “congreghe” e di indurre non solo ad abbandonare la Invictus Italiae, ma ad odiarla avvisandola come minaccia e, per questo, combatterla, rigettarla e fosse possibile, abbatterla. E poiché fra loro vi sono abilissimi “architetti” di perversioni espertissimi in mistificazione, essi non hanno desistito dal divulgare, promuovere ed anzi ogni giorno moltiplicare (se possibile) i pessimi e perniciosissimi scritti composti con grande arte e meticolosa perizia, al fine di convertire alle proprie fraudolente teorie gli incauti, arrivando persino ad imbonirli con capziosi discorsi o con simulata carità o, infine, con elargizioni di danaro e promesse di futuro prestigio.

Nondimeno, mentre langue la carità di molti, abbonda talmente spesso la malizia di alcuni uomini che Noi, cui è toccato vivere in tempi assai difficili, siamo minacciati dai più gravi pericoli. L’esecrabile perversità dell’errore e l’audacia di questi nemici, che in mezzo al frumento seminano zizzania in gran quantità con lo scritto e con la parola, soprattutto in questi giorni si sono estese a tal punto, che se non poniamo la falce alla radice e non stringiamo in fasci i cattivi germogli per far sì che divengano preda delle fauci del fuoco, poco manca che le spine della malvagità, sviluppatesi oltremodo, tentino di soffocare Urbino e la Invictus Italiae. Infatti, su tutti, un uomo assai scellerato, abbandonatosi alle fandonie e perenne odiatore del vero, da ogni parte tenta di far danno alla Invictus Italiae e, per mezzo del pestifero contagio dei propri scritti, dai quali, come già detto, siamo sommersi, vomita (assieme a chi con esso conviene) dal proprio petto veleno di aspide a Nostra rovina. Così, resosi detestabile nei propri intenti, adeguatamente “irrobustito” il proprio Regno parendo non dover render grazia a nessuno, sedendo fra le insidie, per lungo tempo, di nascosto (in quanto più adatto al pugnale che alla spada), ha lanciato dalla faretra dardi con i quali dolosamente saettare gli incauti retti di cuore, ma un’amara realtà comprova che egli, deposta la maschera della simulazione, ha innalzato il vessillo di guerra ed ha esercitato (ed esercita) bellicosamente la sua lingua, tagliente come lama. Attualmente, molti fremono per recidere questo “cattivo germoglio”.

A quest’uomo, diciamo: bada ben che l’aver in le tue mani il potere di Regni cui sì creso giusto occupar illecitamente et il plauso di chi crede si possa governare con inganno ti bastino.

Ai posteri l’ardua sentenza.

Vi domanderete ora da chi sia composta la schiera de’ Nostri amici. Fra di essi, ovviamente, annoveriamo ogni Regno componente la Invictus Italiae in aggiunta ad altri Regni stranieri, imperroché essi mai fecero mancare rispetto (né mai vi fu ammanco) et amicizia a questa antica corte.”

[foto di urbino]

“Quale considera siano le cose più importanti per il Regno di Urbino e come vede il futuro del Regno?”

“Attualmente, essendo entrata l’Antica Urbino nella Invictus Italiae, riteniamo priorità “amalgamare” ad essa il popolo. Infatti è volontà comune abbattere le “barriere” che hanno per lungo tempo diviso le popolazioni italiche, sicché si resterà sì, cittadini di Urbino, ma tutti saranno principalmente noti come popolo italico. Affinché tutto il popolo italico possa beneficiare delle risorse territoriali, stiamo valutando in quali, fra le molte regioni, edificare strutture.

Il futuro del Regno, attualmente, non potrebbe prescindere dal partecipare attivamente e in ogni modo possibile al progetto cui abbiamo contribuito e creduto sin dai primordi. Non potrebbe essere altrimenti.”

“E come regna sui suoi sudditi? Preferisce essere temuto o essere benvoluto?”

“Dipende. La condizione ideale, ambizione di ogni Sovrano è quella di essere al contempo amato e temuto, ma se non è possibile avere le due cose insieme è da preferire l’essere temuto. La natura degli uomini, infatti, è tale che è assai piú facile offendere chi tenta di farsi amare piuttosto che chi riesce a farsi temere, poiché chi ama ti degna di fiducia, indi suol voltar le spalle a coloro di cui ci si fida, non per far sgarbo, ma per segno di massima fiducia sicché più semplice sarà colpir alle spalle. Si noti, però, che essere temuto non può mai significare essere odiato né deve esserne mai sinonimo. Un Sovrano oculato non deve mai agire contro i sudditi in modo da suscitarne l’odio.”

“Imperatore Oddantonio Montefeltro… cosa ne pensa?”

“L’uomo avido di potere incontra la sua rovina proprio nel potere. Abbiamo contribuito a creare una realtà ove niuno ha maggior ascendenza, autorità o potere degli altri Sovrani. Qualora, co’ Pari decidessimo di creare un Impero e di scegliere una guida, accetterei soltanto ad una condizione: che la carica di Imperatore, a proprio turno, tocchi a ciascun firmatario.”

“Lei ha conosciuto il Papa con più personalità della storia, Anselmo Benvenuti, cosa ne pensa degli attuali Leader Religiosi, parecchio riservati e silenziosi?”

“Si chiamava Anselmo Benvenuti II (di felice memoria). Sin dai primordi della Nostra ascesa al trono in tempi assai remoti, fummo indottrinati e condotti alla via della Fede da Papa Anselmo Benvenuti II. In principio era il verbo e il verbo era presso Anselmo Benvenuti, poiché il Suo verbo equivaleva a divina volontà. Questo era in principio. Egli più di ogni altro tenne ben alta la dignità ecclesiastica, coadiuvato da uomini degnissimi, quali il Cardinale Oraf Rosacroce cui fummo particolarmente legati. Attualmente niuno ne eguaglia eloquenza et carisma: a Suo tempo Egli agiva a protezione del proprio “gregge”, mentre v’è assai penuria di scritti, siano essi elogi o ammonizioni, da parte degli attuali Leader religiosi, diciamo questo, a prescindere dal “credo” che essi rappresentano. Indi, se loro indole obbliga loro a preferir il silenzio, per tali vanno accettati, poiché non tutti hanno né coraggio del leone né determinazione di battersi con lo scritto e con la parola, in battaglie che la spada, nulla puote.”

“Cosa ne pensa dei nuovi imperi che stanno crescendo in Medio Oriente, pensa potranno essere una minaccia per il Regno di Urbino e la penisola Italica?”

“Il Medio Oriente è assai potente et prospero, ma esso è composto da una moltitudine di Regni alcuni dei quali sono controllati da uomini degni di stima, mentre altri, sono sotto l’egidia di un noto odiatore il quale, non contento di quanto ottenuto “dalla sorte”, ha sconsideratamente espanso la propria tela in Europa quanto più veniva lasciato libero di agire. Sia mai che qualcuno ponga sicuro argine a questo torrente d’iniquità che, esondando, non minaccerebbe solo Urbino né solamente la penisola italica, questo, è certo. Noi non nutriamo il minimo astio ne’ confronti de’ popoli, ma verso certi “Sovrani”, indubbiamente.”

“Passiamo a qualcosa di leggero, melle taverne circolano certe dicerie sul fatto che ci sia del tenero tra Sua Eccellenza e la (duchessa?) Isabella Este. Conferma?”

“E’ natura dell’uomo ciarlare e dove men sa, più sospetta. Un Nostro affezionato disse: “fuggite le chiacchiere, per non essere reputato un loro fomentatore: a nessuno nuoce aver taciuto, nuoce aver parlato” ma invero giunge un momento ove parlare diviene un obbligo e tacere diventa una colpa. Saliti al trono, la prima cosa che dovemmo imparare, fu che gli uomini, senza un motivo particolare, anzi, senza niuno scopo, infieriscono gli uni sugli altri ogni volta che possono e pare che ciò derivi dalla loro natura e quindi, è inutile dolersene. vedete buon Guglielmo, volendo Noi dare sincera risposta al quesito che tosto Ci poneste, così siamo a replicare: esiste sì un’assai grande differenza tra persone comuni et persone con le quali si maturano affinità. La benignità volle che, durante il Nostro prosieguo, Ci imbattessimo in Isabella ed ella, per ingegno et virtù è assai superiore persino a’ più magni fra i Sovrani, più rara fra molte gioie di Urbino. Ella, sin dai primordi, sedette a Nostro fianco e, al contrario de’ molti che, dopo aver ottenua Nostra fiducia, sostegno et gratia, avuto ciò ch’agognavano, presto dimenticano i propri anfitrioni (vibrando assai velenose stilettate alle spalle de’ proprio pugno o affidando questo ingrato compito ad altri che, di che allietati, non si fecero gran scrupoli ad affondar lama, poiché pare sia più affine la viltà che la gratitudine), non ci tradì mai. Non tutti, ahiloro, hanno l’occasione di incontrar simil persona nel proprio cammino. Quando l’incontrammo, anzi, quando Ci fu donata dalla benignità del fato, capimmo quanto fummo fortunati. Ecco Isabella che la vetusta Urvinum, col suo valor sì ingemma e inaura, che mai palagi imperiali o regi non ebbon più onorati e degni fregi. Riteniamo di aver esaustivamente fugato ogni ombra di ragionevole dubbio.”

Intervista al giocatore

“Ciao, innanzitutto come ti chiami e dove abiti, se è possibile saperlo?”

“Mi chiamo Marco ed abito vicino Rimini.”

“Bene Marco. Che genere musicale ti piace? Nomina fino a tre musicisti o gruppi che ti piacciono.”

“Direi che, prevalentemente, prediligo il “panorama Rock a 360°”. Spaziando cioè da Led Zeppelin ai Clash, dai Ramones ai Twisted Sisters e via dicendo. 3 Musicisti o gruppi?! Sono realmente pochi, perché molti artisti, nella mia personale “piramide gerarchica” occupano la medesima posizione, però posso nominare i primi artisti o gruppi che mi vengono in mente:

  1. Buckethead: genio.
  2. Ramones: perché a modo loro, hanno rivoluzionato il modo di concepire (e fare) musica.
  3. Misfits: sono gli eredi “naturali” dei Ramones, non potevo non menzionarli.”
  4. Afterhour: uno dei gruppi più sottovalutati della scena italiana.
  5. Litfiba: mi è capitato di vederli live dopo la reunion, nonostante le molte primavere, rendono ancora benissimo.
  6. De Andrè: ultimo ma non ultimo: IL MAESTRO.

Mi piace riportare una famosissima quanto giusta citazione in merito: “…non voglio che De André venga definito il Bob Dylan italiano. Preferirei dire piuttosto che Bob Dylan è il De André americano…”

Questi i brani più rappresentativi:

“Quali sono i tuoi hobby?”

“Il mio hobby principale è suonare. In effetti credo in pochi sappiano che, oltre a dedicare buona parte del tempo libero a M.E. ( 😀 ) mi diletto spesso in sessioni serali in sala prove. Un altro hobby cui dedico particolare attenzione è il collezionare volumi antichi, soprattutto riguardanti il Rinascimento o la storia locale, della quale sono sinceramente appassionato e mi occupo da tempo.”

“Presumo ti piacciano molto i giochi ed in particolare i giochi di ruolo. Con quali giochi hai iniziato e quali sono quelli che ti sono piaciuti di più?”

“Eccoti le memorie di un giocatore di ruolo: tutto ebbe inizio sul finire degli 80/inizio dei 90 con la scoperta di D&D. Al tempo, prima di far la scoperta dei GDR cartacei, ero solito trastullarmi quando ero preda di influenza e qualunque cosa mi costringesse a letto, con i forse dimenticati “Libri Game”. Dopo D&D sperimentai Martelli da Guerra (il GDR) e successivamente Warhammer (wargame 3d). Le versioni videoludiche (console/pc) di GDR su cui misi mano si sprecano. Ricordo di aver iniziato con Wizard & Warriors, Faxanadu ed il più famoso Zelda su Nes, per poi passare a Secret of Mana su Snes giungendo presto alla saga di Final Fantasy su Playstation et similia. Attualmente, v’è una tale penuria di giochi di qualità (la grafica non è tutto) che prediligo, saltuariamente, dedicarmi al retrogaming. Impagabile.”

“Quali altri giochi di ruolo online in lingua italiana ti piacciono?”

Ho perduto il conto. Ho “vissuto” molti giochi online, come giocatore e come parte dello staff. Ce ne sono di divertenti ed innovativi. Europe 1400 ad esempio, è a mio avviso geniale. Anche Grepolis, non è male. Ci sono poi i vari Bitefight, Battleknight che, tuttavia, esiterei a definire “giochi di ruolo”, almeno, non della tipologia di M.E.

“A tuo parere, quale sarebbe la gestione ideale del Gioco di Ruolo?”

“Intanto, bisognerebbe chiarire bene cosa si intente per Rp/Gdr: Il Gdr/Rp è un intrattenimento in cui viviamo un’esperienza simulata.

Per sviluppare (ripristinare) adeguatamente questo aspetto occorrerebbe innanzi tutto trovare situazioni di interazione che coinvolgano più persone (e magari diano un qualche beneficio a chi vi si prodiga, come accade in altre piattaforme), magari una determinata collocazione all’interno del mondo virtuale che essi si trovano a vivere. Con questo voglio dire che se due giocatori si mettono d’accordo per fare una ruolata fine a sé stessa e che consiste solo in uno scambio di meri pensieri che i due potrebbero scambiarsi facilmente tramite missiva privata senza portare nulla agli altri membri della comunità, essa perde del vero senso che invece dovrebbe avere un RP e cioè, quello di creare situazioni coinvolgenti che possano permettere a più personaggi di inserirsi e proporsi come attori compartecipanti.

Il primo intervento secondo me necessario e sostenibile, dovrebbe esser quello di stabilire regole certe per l’RP che determinino un ambito preciso entro cui un Pg possa muoversi e ruolare. Intendo un decalogo ben preciso che istruisca su casa fare e come e, al contempo, cosa non fare e perché.

Partendo dal presupposto che il gioco di ruolo (come qualunque gioco) si basa sulla principale prerogativa di trovare un angolo di divertimento comune, la prima regola che dovrebbe essere introdotta è quella dell’impossibilità di far agire un personaggio solo in base al personale modo di intendere il divertimento. Il tentativo di “sottomettere” un Pg al proprio gioco, come ad esempio avviene in certi RP “chiusi” in cui è negata la possibilità di replica (non a caso solitamente gli Rp “chiusi” sono un espediente utilizzato dai giocatori meno “etici”, per versare oceani di veleno addosso ad altri Pg nella certezza che le “vittime” cui si rivolgono saranno inermi e nella totale impossibilità di replica, poiché qualora replicassero, commetterebbero il più palese Meta gioco. Mi piace precisare però che, non di rado, volendo utilizzare lo stesso conio, ho visto Rp chiusi che, a propria volta, generavano altri Rp chiusi che, per giustificare il contenuto, iniziavano con qualcosa come “la spia inviata era nascosta nella stanza di “X” ed ha sentito/visto questo e quello” e questo, non è fare Rp, è fare del sano Meta gioco che, a propria volta, ne genera altro) è un fatto assolutamente da vietare come da limitare sono quegli Rp che non prevedono una coerenza spazio/temporale del Pg che lo svolge, mi riferisco al portare avanti più ruolate contemporaneamente in cui lo stesso Pg in un momento è a Roma a parlare con il Sovrano ed il momento dopo è nella sua casa di Firenze a convenire con un suo sottoposto.

Fondamentale è inoltre ancorare i giocatori al concetto che un Pg è solo un personaggio che viene calato in uno spazio temporale diverso da quello reale e che pertanto la sua figura, il suo modo di pensare e di agire dovrebbero essere cose ben diverse da quelle attribuibili al giocatore che lo muove. Concetto che si allaccia al già citato meta game, cioè sfruttare le personali conoscenze del giocatore a vantaggio del proprio personaggio che, purtroppo, sempre più spesso si riscontra nei comportamenti di tanti Player. Potrei elencare un’infinità di occasioni in cui alcuni giocatori hanno confuso l’On con l’Off, finendo per fare il più comune degli errori possibili quando si prende parte a giochi del genere: prendere sul personale quel un qualunque scambio di battute fra Pg. Sarebbe poi consigliato mantenere un comportamento consono al “rango” del proprio Pg. In una piattaforma come M.E. esistono nobili, Sovrani, mercanti, contadini e via dicendo. Quel che i giocatori dovrebbero capire è che, essendo questo un gioco, non tutti i Pg sono belli, alti, giovani e forti. Esistono pg anziani, adulti e non, assolutamente avvenenti, ma anche anti podici alla bellezza, tanto da essere un’onta per chi vi posa occhio. Alti e robusti come Dei greci, ma a volte anche bassi, gracili, tozzi e con pinguedine accentuata. Ognuno, nella consapevolezza delle condizioni del proprio Pg, dovrebbe avere la coscienza di muoverlo con attinenza: un contadino che si rivolge ad un Sovrano chiamandolo “Ciao amico”, non è un goliarda, ma un metagamer, ed anche il fatto che, più o meno, tutti i Pg si somiglino (avendo quasi tutti virtù positive e mai evidenti difetti) è poco verosimile. Aggiungo che, grazie a questo, spesso, viene svilita l’esperienza di chi è costretto a “subire” questo genere di atteggiamento. Potrei continuare ancora per molto, ma credo di essermi già espresso esaustivamente a riguardo, quindi passo alla prossima.”

“Qual è a tuo parere, il comportamento che i giocatori dovrebbero tenere in questo tipo di giochi e quale non dovrebbero tenere?”

“Il comportamento corretto del giocatore è legato principalmente al rispetto degli altri giocatori. Fermo restando che, se è un dovere rispettare i diritti degli altri, è anche un dovere mantenere i propri.”

“Come giudichi la religione in ME, cosa faresti per rendere i giocatori più coinvolti?”

“Per come è ora impostata, essendo stata completamente distaccata da un fondamento storico (anche se sono note le ragioni) e divenuta poco coinvolgente, essa viene soprattutto mal rappresentata dai Pg che la guidano e, soprattutto, poco “sentita” dagli eventuali seguaci. Sono lontani i tempi di Anselmo Benvenuti. Per quanto mi riguarda, l’assoluta incoerenza storica e realistica che ha portato ad esempio cittadini di Urbino ad abbracciare la religione pagana è uno scoglio che è stato molto difficile da superare. Solo grazie a dei personaggi che si sono resi disponibili a ricoprire l’incarico di “referenti” locali ed a coinvolgere i vari Pg, siamo riusciti a costituire una comunità religiosa piuttosto cospicua ma che, nel pratico, risulta essere poco interessata alle dinamiche “ecclesiastiche”, cioè quel che accade, ho motivo di credere, un po’ ovunque. Gli attuali Leader religiosi, nonostante siano saliti alla guida dei rispettivi “credo” in quanto ottimi elementi, non spiccano certo per dinamismo né per loquacità e questo influisce non poco sul “sentimento” che vincola i Pg alle varie Chiese.

Se si volesse coinvolgere di più i giocatori, direi di stimolare intanto i Leader (magari “obbligandoli” a scrivere un tot di interventi Rp per mantenere la carica ed in modo che coinvolgano così facendo, diverse persone) come pure riterrei utile introdurre degli strumenti molto efficaci in termini di bonus/malus che vincolino certe attività all’adesione ad una determinata Religione differenziando -finalmente- una Chiesa dall’altra (esempio: bonus del 30% sul recupero di energia per la Chiesa Romana Antica, 30% in più sulla produzione di una qualunque risorsa per gli aderenti della Chiesa del Nuovo Ordine, un bonus nelle battaglie per i Pagani e cose simili, bonus, a prescindere dal credo, di cui potrebbero beneficiare solo i battezzati/iniziati). Se non sbaglio a breve avverrà il rilascio riguardante le religioni. Spero ci siano interessanti innovazioni che diano stimolo e spessore a questa parte del gioco che è stata, via via, sempre più trascurata.”

“Sei uno dei giocatori più anziani, cosa ti ha spinto a rimanere per così tanto tempo su questo browser game?”

“Il fatto che ci sia una mappa “conquistabile” ed “espandibile”, è una cosa che mi piace, perché, potenzialmente, non solo dà obiettivi ai giocatori, ma potrebbe far nascere situazioni attinenti al contesto cui il gioco si rifà: attriti, contrasti e guerre per il possesso di un territorio.

Mi piace la veste grafica del gioco: è tutto molto curato, dall’aspetto del PG al pannello di controllo che, fra l’altro, è piuttosto intuitivo, decisamente migliore di molti altri in altre piattaforme simili.

Mi piace la possibilità di edificare diverse strutture a seconda delle esigenze.

Mi piace che ci sia la possibilità di “personalizzare” il Pg, non solo tramite il vestiario, ma anche tramite sessioni di allenamento/studio nelle apposite strutture.”

“Marco, tu giochi sin dall’inizio, come sei arrivato su M.E. e quali sono i personaggi che secondo te hanno meglio rappresentato il gioco contribuendo a scrverne la storia? Quali, secondo te, sono meritevoli di intervista?”

“Riguardo i personaggi più influenti (conseguentemente, sono coloro che intervisterei), c’è l’imbarazzo della scelta. Purtroppo alcuni di loro non fanno più parte di questa piattaforma oppure, non ricoprono più i ruoli che li hanno resi celebri ed interessantissimi, dato che hanno dato, a loro modo, spessore alla piattaforma. Proverò a scrivere una lista ed una breve motivazione:

  • Anselmo Benvenuti II: IL PAPA, non aggiungo altro;
  • Oraf Rosacroce: braccio destro di Benvenuti, un altro vero degnissimo rappresentante della Chiesa Romana;
  • Ionut Dorin, l’unico vero Imperatore dell’ Est;
  • Astolfo Tizzoni: ottimo Doge veneziano;
  • Ugoberto Klausewitz: l’immenso primo Doge genovese;
  • Crescenzo e Costanza Ordelaffi: furono i primi amici che ebbi occasione di farmi IG. Per un periodo, sono stati il cuore pulsante di Siena;
  • James Balliot: uno dei migliori giocatori della piattaforma, già intervistato;
  • Himbertus DeGarda: dottissimo braccio destro di James, persona e personaggio assai interessanti;
  • Celestino Este: la “setta Romana”;
  • Argante Gonzaga: giocatore capacissimo ed insuperabile Hiereus;
  • Alessandro Hohenstaufen: la “crociata” per il trono di Norimberga;
  • Dorotea Medici: le interessanissime avventure della sua famiglia;
  • Angelo Borgia: le sorti della trinacria, di Napoli e la formazione della prima Lega Italica;
  • David Von Habsburg: la nuova identità savoiarda;
  • Lannus Faul: la nascita della Confederazione dei popoli italici.

Menzione speciale per Isabella Este: la giocatrice più capace, compagna di viaggio da immemore tempo, una persona in cui ci s’imbatte quando la vita vuole farti un regalo. Potrei citarne ancora molti, non me ne vogliano gli altri che non vedranno comparire il proprio nome in questa lista :D”

“Descrivici meglio il tuo alter ego Oddantonio più Signore Della Guerra? Grande statista? Mecenate delle arti? Come si relaziona con gli altri personaggi del gioco? qual è il suo carattere?”

“Ottima domanda.

Intanto, mi piace far presente che, durante il tempo trascorso su M.E. ho avuto modo di imbattermi in diverse tipologie di giocatori. Ci sono ad esempio coloro che traggono divertimento dalle azioni IG e quindi, da tutta la parte “meccanica” del gioco, mentre altri sono appagati maggiormente dal GDR e quindi, da tutto ciò che esula dal concetto di meccanica. Questo per dire che, non tutti i giocatori sono uguali. Fondamentalmente su M.E. ci sono coloro che amano agire e che contribuiscono a tenere viva la piattaforma (dandole spessore) e coloro che, per circostanze o attitudine, preferiscono restare “immoti”. Purtroppo chi rappresenta questa categoria, solitamente IG occupa una posizione di neutralità e, qualora tutti ne seguissero l’esempio, il gioco diverrebbe presto un surrogato in chiave medievale di “Farm***le”.

Signore della Guerra

La guerra è una delle parti che più caratterizzano e danno spessore al gioco. Infatti, i momenti più frenetici e divertenti, si sono dovuti proprio alle guerre: che fossero combattute con il verbo o con la spada, poco importa. Ci sono alcuni convinti che ad Oddantonio piaccia a tal punto la guerra da avergli affibbiato l’appellativo “bellicoso”. In realtà, essi probabilmente “scordano” o “ignorano” che Urbino non lanciò mai un attacco, se non quando fu costretta a prendere parte al lungo conflitto che ha coinvolto la penisola italica per quasi un intero anno. Questo, a dimostrare che, quando fu possibile optare per la diplomazia, quest’ultima è sempre stata preferita alla guerra. Tuttavia è risaputo che l’adulazione procura amici mentre la verità genera odio. In questo caso, intendo che, prendere una posizione ben precisa, ad esempio, appoggiando apertamente una qualunque delle parti coinvolte in un ipotetico conflitto, genera “inamicizie”, attrito con alcuni ed ira in altri, mentre è noto che giocarsi la neutralità, intesa come arte del “non sentirsi mai chiamati in causa”, spesso, dà vita ad amicizie di comodo e, più generalmente, ad un prosieguo di gioco più serafico e meno “rischioso”. Pensate al peso che in gioco ha un Regno come l’Irlanda (non me ne vogliano 😀 è solo un esempio) *sorrido*.

Ad ogni modo, credo che Oddantonio abbia incarnato, come pochi, colui che mai si è sottratto al confronto militare ed abbia manifestato questa sua “virtù” sempre con la consapevolezza che un Sovrano debba essere esempio e guida per il suo popolo. Ora, anche se non ho voluto caratterizzare Oddantonio unicamente in conformità della “legge dell’acciaio”, mi sono trovato spesso al centro di eventi che mi hanno costretto a far ricorrere ad Oddantonio all’arma della Guerra, dove, a necessità, non si è tuttavia presentato “impreparato”. In un gioco di azione come M.E. d’altronde, è lapalissiano che possano accadere scontri, credo sia “anormale” il contrario. Sottolineo che Urbino si è sempre dovuta difendere da mire belliche e se non per cause scaturite da questa unica origine, si è trovata nella situazione di dover attaccare. Infatti l’unico conflitto che ci ha visto dalla parte degli attaccanti è stata la lunghissima (quasi un anno di gioco) “campagna italica”, costata ad entrambe le fazioni non pochi sacrifici. Ci siamo affrontati su e giù per lo stivale, dimostrando, a turni alterni, il proprio valore. Questo genere di eventi, ritengo abbiano contribuito a scrivere nuove pagine di storia di M.E. mentre dubito fortemente che si possa trovare anche solo minimamente interessante qualcuno che si occupa, a tempo pieno, di edificare taverne e strutture in generale. La staticità, ha sempre generato noia: non è un caso se, durante i conflitti più aspri, il numero degli iscritti subiva un aumento “verticale”, mentre quando le dispute si placavano, scendeva più o meno con la stessa velocità con la quale era aumentato.

Se quanto proferito è congruo alla definizione “Signore della Guerra”, allora sì Oddantonio Montefeltro lo è stato e tutt’ora è.

Grande Statista

Se per Statista s’intende un uomo che ha una grande esperienza nel Governare uno Stato, credo che questa definizione possa essere attribuita ad Oddantonio essendo il Sovrano più “vetusto” della piattaforma. Organizzare uno Stato non è cosa facile da realizzare. Questo, poiché, nel mio caso, non essendomi iscritto in compagnia di amici, ho dovuto costruire ogni relazione all’interno della piattaforma, interagendo con chi non conoscevo e, soprattutto, con chi non mi conosceva. Dico questo perché sarebbe anormale o quantomeno “prodigioso” riuscire ad unire gli altrui ideali ai propri, muovendosi nella medesima direzione. Inizialmente
coniugare queste esigenze alle aspettative dei propri sudditi non è semplice, tuttavia nella mia esperienza posso ritenermi soddisfatto dei risultati ottenuti.

Urbino è ad oggi una delle realtà più organizzate del mondo M.E., consta di una cospicua comunità che si ritiene pressoché soddisfatta ed a livello di ricchezza è stata sempre in vetta alle classifiche, questo a dimostrare che l’azione svolta è stata corretta.

Mecenate delle arti

Credo che per “arti” si intenda l’edificazione di strutture all’interno del Regno, regioni o capitale. Urbino vanta il “primato” di aver per prima potuto godere di accademia e di campo di addestramento. In aggiunta, Oddantonio non ha solo finanziato l’edificazione di strutture ad Urbino, ma spesso vi si è prodigato come bracciante lavorando per il maggior numero di ore. Questo, perché in tempo di pace, ad Urbino, tutti sono lavoratori, membri del Governo compresi.”

“Come si relaziona Oddantonio con gli altri personaggi del gioco e qual è il suo carattere?”

“Questo sarebbe più giusto chiederlo a chi con Oddantonio si è trovato ad avere a che fare…ad ogni modo, un sunto:

Oddantonio è un uomo leale e “schietto” come il buon vino dolce frutto delle terre che possiede. Ha pochi amici (che avvisa come parte della propria famiglia) poiché, memore delle bassezze cui alcuni non ebbero vergogna alcuna di dar sfoggio, li sceglie con cura estrema. Vene spesso descritto come austero poiché poco incline allo scherzo ed essendo antipodico all’insistenza, talvolta appare brusco e scontroso. Con chi lo merita è assai gentile ed educato, ma sempre fermo nelle sue posizioni. Amico ed alleato leale, fa dell’etica sua principale virtù. Mansueto con i probi, leone con i “forti”.”

“Perchè è stata scelta Urbino e non un altro regno? In un regno come la Francia o l’Inghilterra avresti potuto fare cose ancora più grandi…”

“Come ho già accennato, Urbino non dista poi tanto dalla mia città ed iscrivendomi a M.E. quasi non credevo ai miei occhi quando vidi che, fra i ben più noti Regni, era possibile vestire i colori del Ducato di Urbino. Riguardo alle possibilità maggiori derivanti dall’ubicarsi in Francia o Inghilterra, beh, quando iniziai a giocare M.E. era molto diverso, non esistevano regioni ma singoli nodi sulla mappa e tutti, a grandi linee, avevano le stesse possibilità. Oltretutto, in un gioco simile mi sembrava (e tutt’ora sembra) più logico ubicarmi in un Regno Italiano, lasciando i Regni stranieri ad altro bacino d’utenza (Inghilterra agli inglesi e così via). Più di quanto fatto ad Urbino, fatico ad immaginare di aver potuto fare, avrei forse avuto un Regno ben più vasto dato che, a mio avviso, la distribuzione di regioni/risorse penalizza paesemente ogni Regno della penisola italica. Ma di questo forse, sarebbe opportuno parlare in separata sede. Ad ogni modo, per concludere il mio pensiero, anche quando ad inizio 2.0 furono aperti molti altri Regni, nella possibilità di migrare verso ltri lidi, ho preferito restare a Urbino. Quella è Ig la mia “terra natale” e la comunità che ha contribuito a creare Urbino (cui va mio sentitissimo ringraziamento) Ig è la mia famiglia. Non avrei mai potuto tradire o abbandonare origini né famiglia.”

“Grazie per il tempo concessomi.”

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sunchaser

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