Almanacco 1313 – Dicembre

Documento del 1260 trovato sull' Isola d'Elba

di Berton Berton

Il mistero della regina non morta

Ne’ primi mesi dell’anno il regno portoghese si parò a lutto per l’inattesa dipartita di Freya Varano, per la quale venne insino allestita in tutta fretta una sontuosa cappella mortuaria.

Con gran stupore delle genti, Ella s’alzò dal lapideo giaciglio in capo ad alcune settimane, dando per unica spiegazione uno sciocco equivoco generato dal suo sonno pesante; il che, peraltro, non spiega affatto come nel sonno non sia morta di fame, né come sia riuscita a sollevar con le sue sole forze il pesantissimo coperchio del sarcofago.

Il prodigioso risveglio resta tuttora avvolto nel mistero: sembrano però da escludersi le ipotesi più fosche, poiché la regina cammina alla luce del sole e non è divenuta allergica all’aglio.

Morte per certo furon però le ambizioni di alcuni suoi cortigiani, che ripararono all’estero…

La disfatta dei Plantageneti

Paga della relativa sicurezza derivante dal mare e dalle provincie amiche o ribelli che avvolgevano i confini del suo regno, la regina Elisabetta poco s’era curata di quanto accadeva sul continente.

La sua voce s’era fatta udire per stigmatizzare una incursione nel vicino Galles, e poi ancora per respingere le accuse – assai improbabili – di chi la additava quale tessitrice di complotti ai danni di regnanti stranieri; ma non per cementare relazioni atte a salvaguardar lo trono suo.

Le avvisaglie di tempesta si fecero certezza quando, avendo abdicato alla corona di Savoia, Lord James Balliot si trasferì proprio in Galles coi suoi più fidi: da lì sarebbe partita la campagna di conquista che, in breve volger di tempo, lo avrebbe insediato nel palazzo reale di Londra.

Gli uomini della regina si batterono con valore all’inizio ed alla fine, ma per la maggior parte del tempo risparmiarono le forze affidandosi a tattiche dilatorie: il caso della fanciulla straniera lasciata sola a fronteggiare l’esercito più formidabile del mondo palesò anche seri problemi di comando.

Dopo la disfatta finale, Elisabetta ed il suo seguito ripararono in Aquitania, ove un fato avverso li vide coinvolti in ulteriore disastro.

L’ umiliazione dell’ Aquitania

Anche il regno di Aquitania ebbe a scontare il suo isolamento internazionale.

In tempi migliori, profittando delle circostanze, aveva esteso i suoi domini su ed oltre la linea dei Pirenei, restando poi sordo alle rimostranze di Castiglia ed Aragona; sull’opposto versante, la Savoia non nascondeva mire sulla regione di Tolosa.

Com’era da prevedersi, le rivendicazioni dei tre regni confinanti finirono per saldarsi, e questi misero in campo un’armata formidabile cui concorsero i rispettivi alleati ed altri ancora.

Anche qui vi furono solo due battaglie degne di questo nome, inframezzate da tattiche dilatorie e dalla capitolazione incruenta di due regioni. A Jaca fu visto l’eroico sacrificio dei profughi inglesi.

Nordafrica e Medio Oriente

Coi venti propizi dell’estate, svariate flotte lasciorno le coste europee per sbarcar qua e là li pretendenti ai troni vacanti in quelle lande, e le truppe al loro seguito. Niuno ebbe difficoltà ad ottener la corona cui aspirava, ovvero ad allargare rapidamente i propri domini a scapito di nomadi e briganti.

La più ambita di queste terre era Gerusalemme, colonizzata dai Genovesi, che imponeva sforzi maggiori in quanto assai distante da buoni attracchi.

Le restanti ora paron tutte in qualche misura tributarie di Bisanzio che, come già in passato, si direbbe abbia favorito l’autonomia di etnie che, negli intenti, gli dovrebber restar eternamente grate.

Italia Invicta

In quello stivale che spesso vide tutti gli uni contro gli altri armati, l’opera di Oddantonio Montefeltro ha conciliato antiche rivalità in novello patto federativo.

Siffatta inedita alleanza dispone delle risorse per divenir arbitr

Documento del 1260 trovato sull’ Isola d’Elba

a del proprio destino, e per certo già esplica benefici effetti sull’economia dei regni che ne fanno parte.

I patti di assistenza militare non sono stati ancor messi alla prova, ma ciò potrebbe accadere presto se non si chetano le tensioni fra Urbino e Bisanzio palesate da alcuni discorsi ufficiali, ovvero se l’alleanza decidesse di appoggiare le rivendicazioni della Principessa Tessa Piluccu sul trono di Ferrara.
La rivoluzione militare

Ancor non sperimentate nelle contese fra Regni, le nuove tattiche di combattimento a ranghi serrati lasciano minor spazio alla foga individuale, e maggior tempo per rifiatare al cavaliere vittorioso,

L’esperienza del duello è più coinvolgente che pria, anche in virtù dei nuovi incerti: su tutti il periglio di subir ferite invalidanti, che però ancor non ha toccato alcuno.

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