Vita e Miracola di Fabio Massimo Re

Stemma Araldico

In codesta mala tempora, rivolgiamo lo pensiero ad uno grand’ omo, che della sofferenza fece credo, et per gran cose venne al mondo. Questo, naturalmente, e quel gran Re Fabio, che guarì di peste, et dolore, et acclamasi santo tra la jente, et pare fare miracolo et visitamento anco in morte!
Vi mostro ora di che dico, et potete vedere in sua vita, se est veramente santo.

Fabio Massimo

Re Fabio Massimo

I primi notizi sella vita di Fabio Massimo si possono datare all’inizio dell’anno del Signore MCCCXII. Isso appartenea alla nobil famiglia de’Massimi. Nato a Roma come ultimo della nobile casata romana dei Duchi Massimi, ultimi discendenti dell’antica gens Fabia la quale puo’ vantare tra i suoi figli svariati consoli e senatori romani, il giovane Fabio si ritrovo’ ben presto solo ed in ristrezze: sua madre peri’ dandolo alla luce. Suo padre il Duca mori’ in battaglia quando egli era ancora in fasce e tutto il suo patrimonio fu affidato al fratello di lui, il quale da inetto tutore lo dissipo’ in pochi anni, suicidandosi alla maggiore età del suo protetto.

Da Roma, il giovine appena adolescente ando su invito del Conte Jordi’ de Tossa, cancellier d’Aragona, in suo regno. Ivi Fabio fece gran carriera di militare, e imparata l’arte della guerra pugno’ coi Mori, anco se non volea spargere sangue, neanche fosse quello dell’inimico della Fede. Perturbato in sua coscenza dal fatto, si rivolse allo maestro del Santo ordine di Santiago, e gli chiese come uno potesse dichiararsi puro difronte ad Iddio, e pur pugnare con la spada in mano?

Lo patrono dello suddetto ordine, lo Santo discepolo di Cristo, Jacobbe di Galilea, fu lo primo a non volere versare sangue, e lo suo honore est immacolato. Esso apparve alli Cristiani in guisa di spirito vittorioso d’Iddio, che condusse gli Iberici in vittoria sullo Moro, et per questo chiamasi Matamoros.

Il maestro de Sacri cavalleri disse a Fabio de’Massimi che puro e’l’onore di quello che pugna per lo giusto. Questo al giovine cavaliero dette coraggio. Ando’ a pregare nella cappella della Vergine di Montesa, e da essa ebbe visione prima del vespro. Da essa ebbe lo mistero di sua fede clarificato, e da essa ebbe idea di dare anco alla Gran Senhora d’Aragona uno ordine Santo. E quest’ordine dedico’alla Vergine Maria.

Seppe solo gran tempo dopo, che esistea anco prima uno ordine di tale nome, ma fu dedicato allo San Giorgio. Quindi risulta che la Vergine si manifesta a colui che est justo, et puro e casto, perche Fabio in sua gran premura di dar tutto alla jente sua era nello justo. Da sempre l’Aragona si batte’ con lo Moro, et contro pagano et injusto. Da sempre era Reame Christianissimo e puro. Insieme alli piu’valorosi homeni dello regno, et lo Re avendo acconsentito, et lo Arcivescovo Federico di Valencia, et lo Santo Padre Francesco Paolo, questi piu’valorosi si mettero croce in petto, et fecero juramento di mantener lo busto sempre bianco, chennon si pitturasse di sangue colore, e se cosi fosse, sarebbe voluto dallo Signore Dio!

Così Fabio Massimo ebbe benedizione di omnes che combattono per Christo, e quest’ordine tene’ puro e sicuro lo regno. Avendo lo popolo di Valencia et dello regno avuto gran disgrazia dallo Re Uberto, chiamato Mummia, chiamo codesto popolo per uno novo monarcha. Et questo volere anco era della Vergine, perche’ in Valencia essa tiene dimora nella gran catedrale della Vergine dell’abbandonati. Et abbandonato era lo popolo dallo Re. Indi fabio Massimo fu da tutti acclamato pubblicamente, ma non volendo questo honore, rifiuto’, e cerco’ invece di consigliare lo Re. Questi lo nego’.

Nonobstante, fu una rinnovata visione della Santissima avvocata di Suo Figlio a dare forza a Fabio. Essa gli consiglio’ di venire in Valencia coi cavalieri di Montesa, e con tutto lo esercito et popolo d’Aragona, e che tutti preghino lo Re a correggere la sua maniera. E cosi egli fece.
E vennero tutte codeste schiere, a parlar col Re, ma questi non li vole’veder, e fuggi’ invece. Lo popolo, in gaudio acclamo’Fabio, che volea aver per Re, e che gl’avrebbe dato tutto justo.

Egli quindi dovea accettare lo voler del popolo, che tanto e importante in Aragona. A codesto suo gregge honesto, fabio dette una gran pergamena di legge, secondo antica usanza, et diritto Romano, et Universale per tutti in suo regno, et elimino’l’usuria dello Iudio, et lo disprezzo del Mahometano, et costrui chiese et monasteri, et ebbe talmente fede in sua jente che gli accordo’ di sempre esso scrive et dire se ci fosse iniuria nello regno, et ebbe gran amore dai Catalani!

In pugna collo Sarracino, Fabio guido multissime battaglie, et tante urbi et castella da esso prese, et distrusse questo nemico in Ispagna, collo aiuto dell’altri Iberici, et tantissimi cavalier ebbe in schieramento da tutte le parti del mondo. Fu maestro ancora dello ordine di Montesa, che gli spettava, perche’ fu molto anco casto, et mai ebbe muliera tranne la Madre di Cristo, e solo essa et popolo suo confessava lo peccato suo.

Come uomo d gran fide, lo Re Fabio dette carita’a tutti che chiesero, et patroneggio’le arti, et gli abbandonati, et tutti color che servono et laudano Iddio Signor, et dette supporto allo Cardinal Federico, et tutto all’arcediocesi di Valencia dette per glorificar la Madre Chiesa, et quando Federico venne eletto dal Conclave pel Papato, fu la prima nazion Aragona a jurare sul vessillo di proteggere la tomba di Pietro, et quella del Christo.

Quando venne lo gran morbo, la peste che tanto danno sull’anima et lo corpore causo, lo Re Fabio ebbe dono di thaumaturgia dalla Vergine, perche’anco colei si era impietosita dei Catalani, che nella loro innocente purita’ invocavano sempre il Suo nome prima di morir in bataglia, et gridan:

“Santa Maria, Santa Maria, Arago’ Arago’!”

Si dice et forse e’sol legenda, che il Re avesse pregato nella cappella della Vergine in Valencia, et si fosse intristito si dello stato di sua jente morente, che implorando la Vergine tocco’ l’altare, et toccando lo piede della madre di Dio avette dono di guarire dallo morbo. Et tantissima jente disse che nelle ore morenti invocando lo Re di venire, anco non credendo in questo suo talento, si ebbe salva la vita, perche’ il Re gli tocco’ognuno la mano, per dargli sostegno e saluto prima di morir.

Intutto quel che fece, Fabio ebbe eleganza e contegno, et mai una parola d’inganno,. Tutto quel che fece male o pensasse tale, confesso’ in fronte a Dio. Invoco’ lo signore anco a unificare la chiesa e metter fine allo scisma, e per questo fine dette sostegno suo tutto ad Alessandro VI, che unifico la Chiesa.
Ma questo Re’ talmente jovine et non neanche XXX di anno, non ebbe mai la tarda vecchiaia, ma fu invece chiamato da Iddio per un altro servizio. Mori’ codesto pio homo in suo letto, colto da strano malore, ma lo prese il Signore dandogli tempo per sicurare la successione. E questo fu’ nell’anno di Grazia MCCCXV, nello mese di Novembre. Dice un vecchio proverbio, che la luce che fiammeggia piu’splendente, brucia due volte piu’velocemente.

Non tanto tempo ci separa da sua morte, ma diggia’lo popolo Catalano et la corte lo acclama per santo. Lo popolo, sempre avente occhio et core per sentire la puritate’ della mente, et anche i gran senhor d’Aragona, diedero dono di sua Salma alla Cattedrale di Valencia, ma lo spirito suo viaggia immensamente, et ebbe lo Re d’Aragona un giorno da un prete di Roma, Clemente, una epistola. Lo Re, non sapendo la lingua Italica, gli disse di rivolgersi allo suo Camarlengo. Et disse cosi lo prete Clemente:

Subject: DE BENEDICTIONE DOMINI
Sent on: 24 Feb, 2016 – 16:29

Venerabilis camerlengus Regnum Aragonensis,

Prendo la opportunitate de ringratiare vobis pro magno aiuto ne lo sopportare la mea dolorosa vita terrena in consigliando ubi annare. Ad urbes Neapolis, Christum et ego semo diventati unum.

Prima de divenire Presbyter Christi, debbo confessarvi unus magnus miraculus. Tu forse non sapete che nello anno MCCCXIV dello Nostro Signore Jesu Christo od como dixunt Emmanuele, ego decisi di passare la vita in reclusione, chiudendomi in una piccola capanna vicino allo loco meo natio, lo Pons Milvius, ove riflettevo per lunghi mesi in solitudine sulla Creatione et sulla futilitate de lo Mondo hodierno. Una Luna fa, ivi ebbi uno magno miracolo. Preparando lo foco durante quella nota notte de’ freddo a Roma, dalla scintilla che usci’ dallo ligno apparse uno homo. Codesto homo erat barbuto, de carnagione bianca, quasi spettrale, avvolto in uno mantello con colori aurei et sangiugni. Sullo caput suo vidi una corona attraverso cui splendeva lo raggio de la Luna piena che intrava da lo buco che usavo pro aqceptare pezzetti de pane da lo Buon Samaritano. Ebbi molta paura, li oculi mi bruggiavano da lo splendore, ma lo homo mi dixit: „Clemente, non haber paura“. Ego mi messi la petra ne la boca et mi prostrai dinanzi a Lui. La vox sua si fece tonneggiante et continuo’: „Anco tu sei uno figliuolo de Christo, que mi manda da te. Lo Signore te vole como servo suo.“ Alzai lo caput con li oculi serrati et con la petra ne la bocca riuscii a domandarlo: „Chi sete Tu, signore d’Iddio?“. Egli rispose: „Lo nomine meo est Fabio, dux exercitum coelis Domini et Sanctae Mariae virgini“. Lo ligno prese foco et la miracolosa apparitione svani’. Dopo haber dormito una nocte pacifica, andai ad offrire lo jorno seguente li servizi mei ne la priggione Pontificale. Mi dixerunt che uno gran Fabio esistivat et era rege d’Aragona. Erat isso sic?
Se sic, est codesto homo uno Sancto d’Iddio, o non?
Potrei ego venire in Aragona a pregar in sua ecclesia, o monasterio de codesto santo?

Clemens +

INSTAURARE OMNIA IN +”

Nell’anno di Grazia MCCCXVI Fabio apparve in issogno al prete Clemente, dicendo di essere “Dux exercitui coelorum”. Nello stesso giorno apparve in Valencia la tunica Cardinalizia di Friedrich von Luxembourg, papa Alessandro VI. Poi venne sullo mondo una gran piaga, et de novo Fabio Massimo apparve taumaturgo, perche’ lo suo spirito dette forza all’Aragonesi di curare non solo lor stessi del morbo, ma anco tutte le jenti che in Valencia venivano, nella sella di Sant Fabi’.

Se santo si possa chiamare uno homo, sarebbe Fabio tra gli homeni, et santa la missione che lo dusse tra noi, et prese a Lui.

Iohannes

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